
Meno burocrazia, più energie rinnovabili: la ricetta per una ripartenza verde dopo Covid-19
Mentre il prezzo del petrolio affonda il comparto delle energie rinnovabili si sta dimostrando più resiliente di fronte allo shock imposto da Covid-19, ma tutt’altro che immune agli impatti della pandemia: significa che se l’Italia punta a far nascere un modello di sviluppo più sostenibile rispetto a quello che ci ha condotto (di nuovo) sull’orlo del baratro occorrono da subito interventi per mettere le energie pulite in condizione di ripartire. Quali? Per il Coordinamento Free – ovvero la più grande associazione italiana nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica – la prima esigenza è quella della sburocratizzazione.
Affinché il messaggio arrivi forte e chiaro alla politica il Coordinamento sta portando avanti numerosi incontri, l’ultimo dei quali con il vicepresidente della Commissione alle Attività produttive della Camera (Gianluca Benamati): «Per realizzare gli obiettivi del Pniec (il Piano nazionale integrato energia e clima, ndr) occorreranno circa 200 miliardi di euro in investimenti in dieci anni nel settore energetico. Potenzialità – spiegano dall’associazione – che vanno però supportate da azioni di sburocratizzazione degli iter autorizzativi sulle quali il Coordinamento sta lavorando, con emendamenti specifici per ogni normativa».
Due i punti focali, strettamente legati tra loro, sui quali si sta concentrando il Coordinamento:
- urgenza delle azioni di sburocratizzazione autorizzativa, per gli interventi di miglioramento delle prestazioni degli impianti esistenti. Una questione che è ormai generalizzata e che riguarda tutte le rinnovabili, di qualsiasi tipo, su tutto il territorio nazionale, e l’efficienza energetica;
- sblocco autorizzativo per i nuovi progetti, indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi vincolanti al 2030 che subiscono la farraginosità dell'iter autorizzativo, anche e soprattutto a causa del mancato coordinamento, che genera una serie di conflitti tra organi della stessa Pubblica amministrazione e in particolare riguarda le soprintendenze, che hanno allargato le loro prerogative anche ad aree che non sono soggette a protezione, per cui è necessario che il ministro dei Beni culturali stabilisca delle linee guida omogenee per l'intera nazione, circa l'inserimento di tutte le rinnovabili in tutti i vari contesti.





