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Cites: nuove protezioni internazionali per squali e razze

A rischio estinzione per pesca 18 specie di squali mako e pesci sega e chitarra
 |  Natura e biodiversità

Il meeting della 18esima Conferenza delle parti della Convention on international trade in endangered species of wild Fauna and flora (Cop18 Citres in corso a Ginevra) ha approvsat il rafforzamente delle protezioni per 18 specie di squali e razze minacciate di estinzione, comprese quelle perscate per la loro carne e le loro pinne.

Le nuove specie protette comprendono gli squali mako, i pesci sega e i pesci chitarra. Chiamati anche razze rinoceronte, i pesci sega e chitarra hanno un aspetto molto insolito e sono valutati come la famiglia di pesci marini più minacciata: tutte le specie tranne una sono in pericolo di estinzione e due specie di pesci sega potrebbero già essere state estinte dalla pesca industriale. Il problema è che questi rarissimi pesci hanno due grandi pinne dorsali e un grande lobo caudale, molto apprezzati per la zuppa di pinne di squalo. I Mako, le specie di squali più veloci, sono quasi completamente scomparsi dal Mediterraneo e il numero sta diminuendo rapidamente negli oceani Atlantico, Pacifico settentrionale e indiano.

The Pew Trust stima che gli squali uccisi ogni anno dalla pesca commerciale sia di 100 milioni, con una range compreso tra i 63 e 273 milioni. A mettere in pericolo gli squali è soprattutto l’aumento della richiesta delle loro pinne e questi predatori a crescita lenta e poco prolifici stanno rapidamente scomparendo dagli oceani. La proposta, presentata dal Messico e richiede una ratifica, prevede che le 18 specie di squali e razze non possono essere commercializzate a meno che non si dimostri che pescarle non influirà sulla loro possibilità di  sopravvivenza.

102 Paesi hanno votato a favore della proposta, ma 40 - tra cui Cina, Islanda, Giappone, Malaysia e Nuova Zelanda - si sono opposti, alcuni sostenendo che non ci sono prove sufficienti per dimostrare che gli squali mako stiano scomparendo a causa della pesca.

Ali Hood, direttore conservazione allo Shark Trust, ha accolto con favore la decisione e ha detto a BBC News: «I Mako sono molto apprezzati per la loro carne e pinne. Decenni di pesca eccessiva senza restrizioni, in particolare in alto mare, hanno portato a un significativo calo della popolazione. Questa classificazione sarebbe fondamentale per garantire che il commercio internazionale sia mantenuto a livelli sostenibili, promuovendo con urgenza i limiti di cattura necessari e migliorando la tracciabilità».

Redazione Greenreport

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