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Due genomi risalenti a 36-37.000 anni fa provenienti dalla Crimea hanno fatto luce sui primi insediamenti stabili degli esseri umani moderni in Europa e sull'emergere del Gravettiano

Chi furono i primi esseri umani moderni a stabilirsi in Europa?

Il crollo delle prime popolazioni europee dovuto a una grave crisi climatica abbinata a una super-eruzione del vulcano dei Campi Flegrei
 |  Natura e biodiversità

Prima che gli esseri umani moderni si stabilissero permanentemente in Europa, altre popolazioni umane, per circa 60.000 anni, lasciarono l’Africa per emigrare in Europa, senza però stabilircisi a lungo termine e questo per una buona ragione, 40.000 anni fa, una grave crisi climatica abbinata a una super-eruzione del vulcano dei Campi Flegrei - un’area che, come ci racconta la cronaca delle ultime settimane è ancora oggi è molto attiva - fece precipitare il declino delle antiche popolazioni europee.

Lo studio “Genome sequences of 36-37,000 year-old modern humans at Buran-Kaya III in Crimea”, pubblicato su  Nature Ecology & Evolution da un team di ricercatori francesi e ucraini guidato da Andrew Bennett dell’Institute of Vertebrate Paleontology and Paleoanthropology dell’Accademia cinese delle scienze e dell’ Institut Jacques Monod, CNRS, Université Paris Cité e da  Oğuzhan Parasayan dell’Institut Pasteur, Université Paris Cité,  voleva determinare chi furono i primi esseri umani moderni a stabilirsi permanentemente in Europa e per questo ha analizzato i genomi di due frammenti di cranio provenienti dal sito di Buran Kaya III, in Crimea, risalenti a meno di 36.000 e 37.000 anni fa.

Al CNRS spiegano che «Confrontandoli con i dati delle banche del DNA umano, hanno evidenziato la vicinanza genetica di questi individui e degli europei attuali ma anche antichi, in particolare quelli legati alla cultura gravettiana».

I ricercatori francesi evidenziano che «L’insediamento degli esseri umani in Eurasia dopo la loro uscita dall’Africa fu un processo graduale e pericoloso. Le prime incursioni dell'uomo moderno iniziarono circa 60-50.000 anni fa durante la transizione tra il Paleolitico medio e quello superiore. Coinvolsero piccole popolazioni che soffrirono di notevoli fluttuazioni climatiche e di periodi spesso molto freddi. Queste prime incursioni, pur consentendo incroci con i Neanderthal, non lasciarono praticamente discendenti duraturi nel Paleolitico superiore».

I ricercatori dicono che gli individui oggetto dello studio «Hanno quindi contribuito geneticamente e tecnologicamente alla popolazione che ha dato origine a questa civiltà» e che «Questo lavoro documenta il primo arrivo degli antenati degli europei».

Lo studio conferma che «Una grave crisi climatica avvenuta 40.000 anni fa, associata a una super-eruzione vulcanica vicino all’attuale Napoli, segna una transizione tra le antiche popolazioni europee che sembrano essere scomparse e la successiva ondata di insediamenti».

Il gruppo “Epigénome et Paléogénome”  dell’Institut Jacques Monod Istituto Jacques Monod ha prodotto e analizzato i genomi di due frammenti di cranio risalenti a 36 e 37.000 anni fa e provenienti dalla Crimea (sito di Buran Kaya III). La loro analisi dimostra che «La popolazione a cui appartenevano questi individui era quella che riuscì ad affermarsi a lungo termine in Europa e che diede origine alla cultura gravettiana, una cultura che raggiunse il suo apice nell’Europa occidentale e centrale 31 à 23 000 anni fa. Questa cultura dell’era glaciale produsse sculture spettacolari conosciute come “Veneri” gravettiane, come la Venere di Willendorf e “La Signora di Brassempouy”.

Redazione Greenreport

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