18 Lug, 2014
Prende il via la riforma dei beni culturali, alcune riflessioni sulla Toscana
Giustamente si parte dai principali musei statali, che non possono essere gestiti come una qualsiasi struttura burocratico – amministrativa, dalla riunificazione delle soprintendenze con il superamento della divisione tra storico artistica e architettonica.
Ovviamente ci sono preoccupazioni, ovviamente la riforma non deve portare alla riduzione dei posti di lavoro, ma la riforma è indispensabile per avere musei aperti, moderni, non musei rimasti indietro di 50 e forse più anni.
Basta un solo esempio, almeno in Toscana, per comprendere: la Villa napoleonica di S.Martino a Portoferraio, assiem…
